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La donna del plaid fiorato, Elena Opromolla

La donna del plaid fiorato

È una domenica freddissima di fine dicembre,una clochard ovvero una barbona,è seduta sulle rampe d’accesso di un condominio di Via  Mario de Ciccio al Vomero. E’ seduta lì in un palese stato di sconnessione dalla realtà,cosiddetta normale,;appare avvolta in un plaid fiorato che le fa da mantello,al di sotto s’intravedono i lembi di un cappotto e le frange sovrapposte di una sciarpa lacera e sporca .Le gambe appaiono sottili,screpolate dal freddo e prive di calze,i capelli prevalentemente bianchi,spettinati e per niente puliti le ciondolano su un viso stanco e trascurato che non ha perso però la finezza di un tempo. Biascica parole senza senso,mentre si alza e seleziona cartoni nel contenitore dell’A.S.I.A. Vicino a lei ,un bicchiere colmo di un cappuccino caldo ed un sacchetto con dentro una brioche,denotano un gesto caritatevole di qualche abitante del luogo .

Essendomi attardata ad osservarla,una donna dell’ultimo piano, mi chiama,mi comunica di aver chiamato i carabinieri e mi chiede di fare altrettanto per dare più senso alla sua segnalazione. Non ho neanche il tempo di accendere il cellulare che dal fondo della strada avanza l’auto dei carabinieri.

Ci aspettiamo tempestività,competenza e prontezza sul da farsi,ma purtroppo i due carabinieri più che avvicinarsi alla donna e verificarne lo stato di degrado fisico e mentale non possono fare,dichiarando che di tali casi Napoli abbonda,che va rispettata la volontà del soggetto e che non compete all’ Arma rimuoverla.

Sollecitati dai presenti i carabinieri chiamano il 118.

Dopo pochi minuti si ode il suono dell’ autoambulanza che si avvicina rapidamente .Ne scendono cinque operatori sanitari e tutti sperano che ci possa essere una soluzione per la vecchina anche e soprattutto per le rigide condizioni  meteorologiche che in serata diverranno proibitive e “fatali”per l’anziana donna. Purtroppo anche i signori del 118 appaiono disorientati ed affermano che il caso non è di loro competenza e che dovrebbero intervenire gli assistenti sociali,ma che tale servizio la domenica è sospeso. Insomma dopo aver declinato ogni responsabilità che non avevano e tentato inutilmente di smuoverla,operatori e carabinieri vanno via .Alcune persone  presenti nella via ed affacciate ai balconi si ritirano avvilite,come la scrivente per l’assenza di un’istituzione che si faccia carico della sorte di chi non è più in grado di intendere e di volere ,assicurandogli case di accoglienza rispettose della dignità umana.

A questo punto interviene il consigliere della Circoscrizione Vomero Aldo Di Pinto, il quale, dopo aver provveduto ad offrire una bevanda calda all’anziana donna,riesce a smuoverla dal suo vagheggiamento per poterla semmai condurre al ricovero delle suore di  Madre Teresa di Calcutta. Ma all’improvviso la vecchina si alza,raccoglie le sue povere cose e trascinandosi nel suo plaid fiorato si avvia verso la fine della strada,volta lentamente l’angolo e sparisce così come è arrivata,risolvendo a noi,perbenisti vomeresi, il problema,ma certamente non a se stessa.

C’è da interrogarsi sul nostro futuro,come anziani cittadini che per una vita abbiamo pagato le tasse ,che abbiamo vissuto del nostro lavoro e che abbiamo cercato di amare i nostri figli e di essere da questi riamati. Quale futuro ci attende?La mancanza di un’istituzione assistenziale  attiva che si faccia carico delle persone,come la donna dal plaid fiorato,deve farci riflettere sulla nostra dignità umana,sul livello di inciviltà raggiunto e sulla mancanza di sicurezza che il progresso denota.

Elena Opromolla

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