Teresa

TERESA.

Quella mattina Teresa si era svegliata presto: si sposava con Rosario alle undici. Erano le sette del mattino e lei sentì la voglia di starsene un po’ da sola con i suoi ricordi di ragazza diciannovenne. Prese il sentiero che portava al mare e camminò agile fra le tuie dorate fino alla sua spiaggia segreta nascosta fra gli scogli dove arrivava da adolescente per pensare o restare da sola a sognare. Era Maggio e le ginestre sulla collina olezzavano alla  brezza mattutina. Si sedette all’interno di una roccia bianca e concava dove nessuno l’avrebbe scorta e si abbandonò al dolce sciacquio cadenzato delle onde, lasciando fluttuare pure i suoi pensieri. Nemmeno Rosario, l’uomo che per tanti anni aveva frequentato la sua casa e che stamane avrebbe sposato conosceva questo suo rifugio segreto. Rivide come in un film le tappe della sua vita: la scuola, le amiche, sua sorella Rosalia divenuta così scontrosa con lei dopo che aveva saputo del suo fidanzamento con Rosario. Pensò a suo padre che purtroppo non l’avrebbe accompagnata all’altare. Chissà dov’era? Ormai erano passati nove anni da quando era emigrato in Germania e da sette non aveva fatto sapere più nulla di sé. Si immaginò poi la sua vita nella nuova casa dove sarebbe andata a vivere da quella sera. C’era potuta entrare solo per poche ore accompagnata da sua madre in occasione della festa di fidanzamento. Lì finalmente sarebbe stata la “signora” con tanto di servitù e cameriere personali: Rosario infatti possedeva terre e bestiame. A lei non importava la grande differenza d’età fra di loro. Le amiche l’avevano messa in guardia: – Ha quasi trenta anni più di te! Potrebbe essere tuo padre! – Ma Teresa considerava le loro osservazioni solo frutto d’invidia. Il sole scaldava di più e stava alzandosi nel cielo; Teresa si riscosse quasi di soprassalto dai suoi pensieri e corse a casa trafelata. Si mise nella tinozza lavandosi in acqua profumata di fiori, poi aspettò Carmela la parrucchiera che l’avrebbe preparata per la cerimonia. Indugiò sui ricami dell’abito di tulle bianco appeso vicino al cassettone ed il suo sguardo cadde sulla foto ingiallita che raffigurava i suoi nonni il giorno delle loro nozze, così si  ripromise che anche il suo sarebbe stato un matrimonio felice, come il loro, meglio del loro. Guardò l’ora: le nove e trenta. Udì Carmela che bussava alla porta e sentì sua sorella aprirle. La vestizione, l’acconciatura ed un velo di cipria in viso durarono a lungo. Appena Teresa fu pronta, vide davanti all’uscio della sua cameretta sua sorella Rosalia e sua madre Agatina che l’aspettavano. Erano entrambe eleganti nei  loro abiti scuri e sua madre la baciò asciugandosi furtivamente una lacrima. Tutte le vicine erano festanti al suo passaggio e le gettavano petali di rose come nelle processioni, così lei si sentì felice di essere una reginetta almeno per un giorno. Alcune anziane le dicevano:- Sembri una colomba! – Quando vide Rosario in piazza sotto le scale della chiesa ad attenderla, sentì batterle forte il cuore: era il suo uomo e lo sarebbe stato  per sempre! Si concentrò sulla cerimonia, sugli addobbi e sul sentimento di rivincita segreta che provava maritandosi con un uomo ricco. Non guardò più la folla, non osservò più nessuno: si sentì la protagonista di quella festa e così le sfuggirono gli sguardi insistenti e furtivi che molti curiosi del paese rivolgevano alla sua bellissima sorella triste. Pensò dentro di sé che Rosalia era dispiaciuta in quanto ormai non aveva trovato un fidanzato a quasi trenta anni “suonati” e che come pensava la maggior parte della gente del
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paese era predestinata a rimanere una “zitella”. Al bar Centrale del suo paese ogni settimana tutti i giovedì gli uomini si riunivano a guardare “Lascia o raddoppia”  e di domenica si accapigliavano per la partita di calcio, ma le loro mogli rimanevano relegate in casa. Dopo i festeggiamenti del matrimonio accadde anche a Teresa di restare quasi segregata nella grande casa di campagna dove poteva godere di servitù a sua disposizione, ma non poteva uscire se non con Rosario. Quando il marito andava a Palermo per affari lei non sapeva cosa fare così prese l’abitudine di  mettere  in ordine le ampie stanze ricche di armadi e cassettoni antichi sui quali erano esposti in bella mostra piatti dorati in ceramica che non si potevano usare se non nelle grandi occasioni quando Rosario si riuniva con altri proprietari di terre tutti più vecchi di lui affinché alla giovane moglie non passasse “lo schiribizzo” di innamorarsi di qualcun altro. Un giorno d’inverno mentre Teresa curiosava fra le carte del marito, stando attenta a rimettere tutto come era stato lasciato da lui, da una cartellina in pelle cadde la fotografia di una ragazza. Con sollecitudine Teresa la raccolse e stupita e sgomenta vide che era la foto di sua sorella Rosalia quando non era che un’adolescente. Rosalia nel ritratto fatto da un fotografo professionista era vestita con un abito da sera e teneva i capelli raccolti in una lunga treccia nera che le cadeva languidamente su una spalla. Teresa rigirò fra le mani la foto e lesse la dedica che la sorella aveva scritto di suo pugno: “Al mio amato Rosario”. Dunque dieci anni prima sua sorella Rosalia era stata fidanzata con Rosario!” Ecco ora si spiegava la tristezza di Rosalia il giorno delle sue nozze! Le si affollarono tutti in una volta i ricordi di quel tempo quando la sorella ventenne rideva e fuggiva a nascondersi fra i canneti in riva al mare o fra le dune di sabbia. Teresa ancora bambina non capiva cosa fosse tutto quell’andirivieni di Rosalia in assenza della madre e soprattutto non capiva perché si dovesse nascondere ed imponesse a lei il silenzio sulle sue uscite furtive. Ora le fu tutto chiaro! Gli aiuti alla sua famiglia da parte di Rosario, gli sguardi nascosti fra i due, incomprensibili ai suoi occhi innocenti di bambina erano sguardi d’amore, di passione! Sguardi che per lei dopo alcune settimane dal loro matrimonio non c’erano già più. Per Teresa il matrimonio si era rivelato una lunga serie di regole e doveri quali: non parlare con estranei, non uscire da sola, non sorridere in pubblico, chiudi la scollatura, non rovistare nelle mie carte! Ma allora si chiedeva Teresa: ”Per quale motivo mi ha chiesta in moglie? Perché non ha sposato Rosalia visto che si amavano da tanto?   Queste erano domande che per la giovane non avevano trovato alcuna risposta. Non pensò nemmeno di chiedere spiegazioni a Rosario per chiarire la situazione come veramente sarebbe stato il caso, ma prese la decisione di indagare per proprio conto. Un pomeriggio in cui sua madre Agatina era venuta a farle compagnia, mentre entrambe ricamavano tovaglie di lino, Teresa cominciò a lamentarsi di Rosario e del suo comportamento:  Madre mia dovete sapere che lui non si confida mai con me è sempre preso dai suoi affari che lo tengono occupato tutta la settimana e la domenica l’unica uscita che facciamo è per andare a messa”. Agatina la esortò ad essere gentile con il marito che l’aveva scelta fra tante donne le quali sarebbero state orgogliose di stare al suo posto. Soggiunse poi che tanti anni prima dopo che era tornato dalla Russia dove era stato prigioniero durante la guerra non si riconosceva più. Era talmente dimagrito e con la barba lunga che nemmeno sua madre Immacolata
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voleva aprirgli la porta di casa. Quello era stato un periodo di fatica per la ricostruzione della loro cascina. Rosario era andato dapprima come bracciante a giornata da Don Nicola, mentre la sera si spaccava la schiena a lavorare sulla sua poca terra sassosa e desolata dove sorgeva qualche sparuto ulivo. Dopo qualche anno però, era diventato il braccio destro di Don Nicola e lo accompagnava col calesse dai contadini a riscuotere il fitto delle terre che si estendevano dalle colline al mare. Don Nicola ormai vecchio  si era affezionato a lui come se Rosario fosse stato un figlio, così non avendo avuto eredi in linea diretta, alla sua morte con meraviglia di tutto il paese aveva lasciato la masseria, le terre e il bestiame proprio a Rosario ed era stata questa la sua fortuna! Ma spiegatemi un po’madre, come è diventato amico della nostra famiglia? – Chiese Teresa. Agatina raccontò di come Rosario avesse assunto come bracciante suo padre Sebastiano diventando così amico di famiglia e compare di battesimo di Rosalia a cui era rimasto sempre affezionato e lo era tuttora, specie dopo che Sebastiano, emigrato in Germania non aveva più dato sue notizie. Mentre parlava di suo marito Sebastiano Agatina si asciugò una lacrima con il dorso della mano e fu come se Teresa si fosse accorta solo allora della solitudine materna. La giovane sposa però non era soddisfatta delle spiegazioni di Agatina e la incalzò: – Perché ha scelto me e non Rosalia come moglie?. – Non ti fare cruccio figlia mia – Rispose la donna. – Lui è il compare di Rosalia e non sarebbe stata una decisione da uomo costumato! Tu sei la più giovane delle due e penso che siccome lui possiede tante terre non vuole restare senza un erede come il vecchio Don Nicola che ha lasciato tutti i suoi beni a lui che non era sangue del suo sangue! -. – Allora lui mi ha sposato per avere un figlio! -. – Chissà forse sarà stato così, ma lui di sicuro ti vuole bene ed è molto attaccato a te! -. Teresa ammutolì e riprese il lavoro che le era scivolato dal grembo. Continuò a lavorare al ricamo in silenzio, ma mentre le mani correvano veloci sul lino anche la sua mente correva veloce. Da quel giorno non perse di vista il suo obiettivo: – Scoprire se Rosario era l’amante di sua sorella -. Si sorprese a provare rancore pure nei confronti di sua madre “cieca” o connivente con i due. I mesi passavano ed arrivò la primavera con i mandorli ed i ciliegi in fiore. Era passato quasi un anno dal loro matrimonio, ma Teresa non era rimasta incinta, anzi gli occhi delle amiche che lei vedeva in chiesa mostravano stupore osservando la sua magrezza ed il suo pallore. Mentre la natura stava fiorendo la giovane sposa sembrava sfiorire ogni giorno di più. Rosario aveva dato ordine alla cuoca di farle mangiare uova fresche di giornata, le riportava da Palermo i cannoli con la ricotta, ma lei non aveva più fame; era come se da quel giorno in cui Agatina le aveva suggerito le intenzioni di suo marito che lei aveva iniziato “una specie di sciopero della fame”. Sua sorella Rosalia non la andava mai a trovare e lei si sentiva ogni giorno sempre un po’ più sola. Si avvicinava la Pasqua e padre Corrado passò a benedire le quindici stanze della masseria, compresa la piccola Cappella della Madonnina delle lacrime dove Teresa ogni mattina pregava per alleggerirsi la coscienza dell’astio che provava verso suo marito che non c’era mai e la considerava solo un mezzo per procreare un figlio. Don Corrado benedì anche lei vedendola così mingherlina e triste poi prese in offerta i dolci fatti dalla cuoca per i poveri della parrocchia. Improvvisamente a Teresa venne in mente di fare alla chiesa un regalo  personale, così mentre Don Corrado era già in
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giardino lo raggiunse trafelata con un pacchetto chiuso e glielo mise in mano, dicendogli: – Questo è per la statua della Madonna da parte mia, ma vorrei che la donazione rimanesse anonima – Il prete non vide cosa c’era nel pacchetto, ma non appena giunse nella canonica lo aprì con curiosità e constatò che conteneva una bellissima collana di perle. Era la collana che Rosario le aveva donato il giorno del loro fidanzamento. Le amiche invidiose le avevano detto che le perle erano il simbolo delle lacrime, così lei con questo dono alla parrocchia aveva tentato di esorcizzare il suo destino e placare in parte  la sua mente inquieta. Durante le festività pasquali volle invitare sua madre e sua sorella Rosalia. Era quasi un anno che le due sorelle non si incontravano, così Teresa trovò Rosalia più in carne del solito con gli occhi sfuggenti che guardavano a terra non capì se per falsa modestia o per nascondere la tresca con Rosario. Decise in cuor suo di vendicarsi dei due. Cominciò a mentire: all’inizio furono solo bugie “bianche”. Quando lui andava a Palermo per affari non le  aveva mai proposto di andare una volta con lui! Così avvicinandosi la bella stagione Teresa metteva la scusa alla cuoca che sua madre non si sentiva troppo bene e doveva correre da lei, invece strada facendo imboccava sentieri nascosti e scorciatoie per andare al suo rifugio segreto fra le rocce sulla spiaggia dove si metteva a leggere romanzi d’amore  mentre prendeva il sole. Una volta che Rosario le chiese dove avesse preso quel colorito rispose pronta: – Sulla terrazza sopra la casa dove stendiamo i panni. – Lui la interrogò: – Sei sicura che nessuno ti ha vista prendere il sole?- – No io mi misi a terra dietro il muretto e poi qui in casa ci sono solo femmine! – Man mano che mentiva si sentiva più forte e riprese  persino i colori in viso. Non avrebbe mai saputo con certezza nulla su Rosario e Rosalia, perciò si concentrò sulla sua vita per cercare di renderla meno monotona. Non le piaceva essere soltanto “colei che aspetta” ma sentiva anche se in modo vago e confuso di avere diritto ad un po’ di felicità. Un mattino d’estate mentre furtivamente si avviava verso il mare provò un grande spavento perché d’improvviso fra i rovi e le ginestre in fiore le comparve davanti un bel ragazzo che poteva avere qualche anno più di lei il quale si stava allenando nella corsa campestre.  Per lo spavento improvviso Teresa scivolò e cadde, così il giovane bruno ed atletico si fermò per soccorrerla. Fu amore a prima vista. Il ragazzo la aiutò  a raggiungere la riva del mare dove le massaggiò in acqua il piede che le si era storto, manipolandoglielo abilmente finché il nervo dolente non ritornò al suo posto. Quel giovane che si chiamava Tommaso era l’allenatore di una squadra di calcio locale e per questo era esperto di distorsioni ed incidenti simili. Teresa che era diventata rossa in viso per l’emozione si rimise in piedi e pur zoppicando un po’ si allontanò in fretta ringraziando il ragazzo. Tommaso che non voleva perderla di vista con due falcate la raggiunse su per la ripa. – Dimmi chi sei e come ti chiami, ti potrò rivedere domani? –  Teresa allora pronunciò con un fil di voce il suo nome, ma non aggiunse nulla sul suo conto e quasi scappò via. Lui le gridò dietro: – Domani, va bene domani? Io verrò qui ogni mattina ad aspettarti! – E fu così che all’indomani i due si incontrarono ancora e da quel giorno per Teresa sbocciò un amore tutto nuovo.

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