
via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli (Italia)
tel. 081/546 16 62 – fax 081/220 30 22 – tel. mobile 339 /285 82 43
ici@istitalianodicultura.org; sito www.istitalianodicultura.org
«È pur nostro il disfarsi delle sere». Poesia italiana del XXI secolo
Il nuovo volume antologico in cantiere per le Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli
il Comitato Editoriale
Le Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI Edizioni) hanno dato vita in questi ultimi, quasi specializzandosi in esse, ad una serie di pregiate antologie, quasi una collana, tutte accompagnate dal più ampio riconoscimento tanto del pubblico quanto della critica.
Da ‘900 e oltre. Inediti italiani di prosa contemporanea (pubblicato nel 2005 e prefato da uno saggio di Giuseppe Panella, professore ordinario di Storia della Filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa) – del quale si legge infra il pieghevole –; e il suo séguito Duemila e oltre. Antologia di prosa breve italiana contemporanea, uscito nelle Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI Edizioni) nel 2017, curato e introdotto da Roberto Pasanisi con la Prefazione L’ ‘uomo-massa’ e la ‘morte della bellezza’: la coscienza dell’Occidente alle soglie del nulla: la coscienza dell’Occidente alle soglie del nulla.
Da E piove in petto una dolcezza inquieta. Antologia di poesia italiana contemporanea (2016) a Duemila e oltre. Antologia di prosa breve italiana contemporanea (2017) fino ai più recenti (dal titolo montaliano) Ma in attendere è gioia più compita. Il fiore della poesia italiana contemporanea (Prefazione di Giovanni Dotoli, Università di Bari e Università della Sorbona, Parigi; Postfazione di Mario Selvaggio, Università di Cagliari) (2022) e (pure di temperie montaliana) «Le mattine sono ancorate come barche in rada». La poesia italiana contemporanea (Prefazione di Giulio Marra, Università di Genova; Introduzione di Giovanni Dotoli; Postfazione di Aldo Pardi, Università di Varsavia; Conclusioni di Mario Selvaggio) (2023).
E poi l’ultimo, appena uscito, nel segno della continuità con le pubblicazioni precedenti, dal titolo pasoliniano «Non vogliamo essere senza sogni». Antologia della narrativa italiana contemporanea (Prefazione di Giovanni Dotoli; Introduzione di Mario Selvaggio; Postfazione di Aldo Pardi)
Incoraggiato dagli eccellenti riscontri di critica e di pubblico, l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli ha deciso di varare, nelle sue ormai storiche Edizioni, a distanza di un anno una nuova antologia della poesia italiana contemporanea – dal significativo titolo montaliano (Serenata indiana; La bufera e altro) – della quale aspira a dare uno specimen significativo e di rilevante qualità letteraria per quanto concerne la poesia italiana del nostro nuovo secolo: «È pur nostro il disfarsi delle sere». Poesia italiana del XXI secolo.
Gli autori interessati sono invitati a proporre, per posta elettronica all’indirizzo ici@istitalianodicultura.org, in formato .doc o .docx (Word, qualunque release), insieme ad una esauriente nota bio-bibliografica, indicativamente fra le 5 e le 10 poesie inedite, che verranno esaminate e selezionate dal Comitato scientifico di lettura dell’Istituto, composto da Steven Carter (docente di Lingua e letteratura inglese all’Università della California, Bakersfield), Giovanni Dotoli (professore emerito di Lingua e letteratura francese all’Università “Aldo Moro” di Bari e docente all’Università della Sorbona di Parigi); Antonio Illiano (professore emerito di Lingua e Letteratura italiana alla University of North Carolina at Chapel Hill), Roberto Pasanisi (già direttore dei dipartimenti e docente, Polo Universitario “Principe di Napoli”; direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli e di “Nuove Lettere”; scrittore; psicologo clinico, psicoterapeuta e psicoanalista), Mario Selvaggio (professore di Lingua e letteratura francese all’Università di Cagliari); Mario Susko (già ordinario all’Università di Sarajevo; docente di Letteratura americana alla State University of New York, Nassau; scrittore) e Násos Vaghenás (docente di Teoria e critica letteraria all’Università di Atene; scrittore).
L’invito è rivolto sia a poeti riconosciuti sia ad autori che aspirino a far conoscere attraverso una pubblicazione qualificata (distribuita in libreria a livello nazionale dai distributori librarî Libri Diffusi E Terminal Distribuzione e dal grossista Fastbook) ed in un àmbito istituzionale nazionale ed internazionale e non amatoriale e locale la loro produzione in poesia, sottoponendo i propri testi ad un giudizio critico professionale.
Si prega gli autori di dare riscontro, nei limiti del possibile, con la massima celerità – e comunque non oltre il 30 settembre 2026 – in modo che si possa esaminare in Istituto con la dovuta attenzione il materiale poetico e quindi organizzare il libro in tempi non lunghi, per una pubblicazione già alla fine del 2026.
Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli
ICI Edizioni

via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli (Italia)
tel. 081 / 546 16 62 – fax 081 / 220 30 22 – tel. mobile 339 / 285 82 43
sito www.istitalianodicultura.org
posta elettronica ici@istitalianodicultura.org
prefisso editore: 8889203 – codice Alice: 44935 – codice editore: 206490
Direttore editoriale: Roberto Pasanisi
distribuite in libreria da Libri Diffusi – Terminal Distribuzione – Fastbook
L’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, in collaborazione con la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”, pubblica cinque collane editoriali: due di poesia (entrambe dirette da Roberto Pasanisi: una intitolata Lo specchio oscuro, l’altra — di plaquette — intitolata Nugae), due di narrativa (una già diretta da Giorgio Saviane e intitolata La bellezza; l’altra — di plaquette — diretta da Roberto Pasanisi e intitolata Gli angeli) ed una di saggistica letteraria (già diretta da Franco Fortini ed intitolata Lettere Italiane). Le ICI Edizioni Elettroniche pubblicano tre collane di libri elettronici: una di poesia (Adriana), una di narrativa (La Cittadella) e una di saggistica (Neapolis).
I testi, in qualunque lingua, proposti per la pubblicazione dovranno essere inviati, chiaramente dattiloscritti, in due copie ed accompagnàti da una dettagliata nota bio-bibliografica sull’autore (completa di luogo, giorno, mese e anno di nascita), al seguente indirizzo: Istituto Italiano di Cultura; via Bernardo Cavallino, 89; 80131 Napoli (Italia).
Essi saranno vagliati da un Comitato di lettura costituito dai Redattori di “Nuove Lettere”: Steven Carter, Giovanni Dotoli, Antonio Illiano, Roberto Pasanisi, Mario Selvaggio, Mario Susko e Násos Vaghenás.
Le Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura si impegnano a fornire una risposta agli autori in tempi brevi. La pubblicazione in volume del testo proposto, in caso di parere favorevole del Comitato di lettura, sarà a spese dell’Istituto, che si impegna altresì a sostenere l’opera con un’adeguata campagna pubblicitaria, a curarne la diffusione per posta fra gli ‘addetti ai lavori’ (critici, giornalisti, scrittori, ecc.) e fra i suoi soci (2.100 in tutto il mondo, fra cui molti artisti e letterati famosi), che lo riceveranno automaticamente in quanto compreso nella ‘quota associativa’; nonché a proporlo per una recensione alle principali riviste del settore. S’intende che uno dei canali a disposizione dell’Istituto sarà costituito da “Nuove Lettere”.
Inoltre viene effettuata una distribuzione nazionale in libreria attraverso il distributore librario Liri Diffusi / Fastbook.
Il volume sarà edito in elegante veste editoriale e tirato in 3.000 copie.
L’autore potrà, a scelta, far precedere il suo testo da una Prefazione da lui stesso proposta o richiederne una all’Istituto, che provvederà ad affidarla ad uno dei componenti del Comitato di lettura.
Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 081 / 546 16 62 od inviare un fax al numero 081 / 220 30 22; oppure telefonare al numero 339 / 285 82 43 od inviare un messaggio elettronico a iciedizioni@istitalianodicultura.org.
‘900 e oltre
inediti italiani di prosa contemporanea

Introduzione di
Giuseppe Panella
a cura di
Ernesto L’Arab e Roberto Pasanisi
Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli
I edizione gennaio 2005 – Progetto grafico, copertina e logotipo delle ICI Edizioni: Roberto Pasanisi – In copertina Poesia di Antonio Berté – Introduzione di Giuseppe Panella; Prefazione di Ernesto L’Arab; Postfazione di Roberto Pasanisi – 2005 – ISBN 88-89203-11-0
l’incipit della Prefazione di Giuseppe Panella
L’ANIMA DEL RACCONTO
“Le donne parimente e gli uomini tutti lodarono il novellare”
(Giovanni Boccaccio, Decameron, Introduzione)
1. Tradizionalmente il racconto come genere letterario non gode buona fama presso gli editori. A tutti coloro i quali si presentano con una raccolta di storie più o meno brevi, gli editori (dai colossi rampanti fino agli stampatori minimi) rispondono che il mercato non è interessato ai racconti e che sarebbe meglio dedicarsi alla stesura di un romanzo. Lo stesso Raymond Carver, uno dei più grandi scrittori americani di short stories nell’epoca del post-moderno, ha sempre ricordato come il primo anticipo ricevuto da un editore fosse relativo alla stesura di un romanzo che poi, ovviamente, non ha mai voluto (o potuto) scrivere. I testi brevi di narrativa non sembrano destare entusiasmi e successo di vendite rispetto alla più lunga narrazione articolata contenuta nei romanzi (anche quelli non legati a un genere specifico). Eppure, almeno in Italia, la tradizione del racconto sancisce e scandisce la nascita della prosa letteraria: che cos’è, infatti, il Decameron di Giovanni Boccaccio se non una raccolta di storie brevi tenute insieme da una cornice tutto sommato esile qual è quella dell’allegra brigata rifugiatasi in campagna per sfuggire alla terribile peste nera e che trascorre lietamente il suo tempo narrandosi storie più o meno intriganti? E lo stesso si può dire, mutatis mutandis, de Iracconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer che fin dal titolo reca inscritta la propria dimensione di narrativa breve affidata a diversi narratori che si alternano a raccontare per trascorrere meno noiosamente il tempo che impiegano a compiere il loro pellegrinaggio alla tomba di San Tommaso Becket. Alle origini della narrativa c’è dunque il racconto come genere letterario, già codificato e strutturato come tale. La narrazione breve è probabilmente l’esempio più antico che abbiamo di pratica letteraria definita. Nata con la tradizione orale dei popoli più antichi (e che non conoscevano ancora la scrittura), continuata dagli egiziani [1], dalle vicende di uomini e Dei nell’India sanscrita, dalle vicende favolose de Le mille e una notte, presente dappertutto (anche nelle culture precolombiane dell’America Latina), essa rappresenta sicuramente il primo tentativo di comunicare le proprie esperienze da parte di popolazioni in cui il sapere orale era maggiormente rappresentato rispetto a quello scritto. Passando a periodi temporalmente a noi più vicini, il racconto breve si afferma negli Stati Uniti quale forma egemone di narrativa per il grande pubblico a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Il suo scopo editoriale era quello di riempire brevi spazi di lettura sulla stampa periodica che cominciava ad affermarsi allora quale forma principale di intrattenimento letterario. Fino a tutta la prima metà del Novecento, il racconto breve sembra avere (almeno in America) la stessa importanza e la stessa dignità letteraria del romanzo presso il pubblico dei lettori. Lo stesso avviene in America Latina dove il racconto corto diventa una sorta di elemento “nazionale” della tradizione culturale dei paesi che la compongono, in particolare in Argentina (l’esempio di Jorge Luis Borges. magistrale autore di racconti fantastici e non,sembra esserne la migliore dimostrazione – e, d’altronde, proprio per questo, Borges si è sempre rifiutato di scrivere un romanzo!). L’età dell’oro della narrazione breve è, quindi, dalla metà dell’Ottocento alla Seconda Guerra Mondiale: in essa i periodici sono avidi di ospitare sempre più racconti insieme alle puntate dei romanzi d’appendice a favore di un pubblico che ha sempre più fretta. L’avvento della radio prima e dei mezzi di comunicazione di massa poi brucia la possibilità da parte dei racconti di essere forma di scambio di esperienze condivise o condivisibili ed è in questo contesto che il racconto sembra decadere dal punto di vista dell’interesse del pubblico più ampio. E’ per questo che il racconto sembra non attirare più gli editori. Ovviamente, tale discorso non vale per i critici e per gli studiosi di teoria della letteratura per i quali il racconto è un genere letterario che gode della stessa dignità e dello stesso interesse dei romanzi e della poesia. La crisi del racconto breve, dunque, è tale solo dal punto di vista dell’industria culturale e della sociologia che ad essa si accompagna.
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[1] “La funzione della scrittura sul versante più “letterario” della religiosità egiziana può essere messa in relazione, oltreché alla natura particolare dei culti dei morti e al loro stretto legame con l’arte pittorica, alla qualità dei materiali utilizzati.” (Jack Goody, La logica della scrittura e l’organizzazione della società, trad. it. di Piero Arlorio, Torino, Einaudi, 1988, p. 33). La società egiziana è la prima da noi conosciuta in cui scrittura e racconto sembrano essere strettamente intrecciati.
Giuseppe Panella
Storia della Filosofia, Scuola Normale Superiore di Pisa

DUEMILA E OLTRE antologia di prosa breve italiana contemporanea
a cura di Roberto Pasanisi
prefazione di Roberto Pasanisi
Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli
pp. 136 – € 20 – brossura – anno 2017 – EAN 9788885605015
Il curatore Roberto Pasanisi, nato a Napoli nel 1962, professore universitario, è italianista, scrittore, editore, psicologo clinico, psicoterapeuta e psicanalista.
Duemila e oltre è un’antologia rappresentativa del racconto breve italiano contemporaneo, che raccoglie prose brevi inedite di alcuni fra i maggiori scrittori italiani di oggi e di alcune giovani ma già riconosciute promesse, selezionati da un’ampia mèsse di proposte in base ad un criterio preciso: la qualità letteraria alta dello stile e della lingua – non prona alla consumistica, degradata e semplificata ‘lingua di plastica’ dei media e dei giornali –, unita all’originalità e alla bellezza avvincente della struttura narratologica e delle tematiche argomentative.
